A Cabuya ecco quella che tutti chiamano “L’isola dei morti”
La chiamano “L’isola dei morti” e ospita il cimitero di Cabuya, raggiungibile solamente due volte al giorno quando l’acqua si ritira e l’oceano apre un passaggio verso un luogo sospeso tra leggenda e realtà. Bisogna andare in Costa Rica per vivere un’esperienza irripetibile, camminando 15 minuti sul fondale roccioso che collega la spiaggia della terraferma all’isola.
Quando il sentiero di pietre raggiunge la costa dell’isola, un ingresso segnalato permette di addentrarsi in un sentiero immerso nella vegetazione, che conduce lentamente tra tombe, lapidi e sepolcri.
L’atmosfera è cinematografica, sembra l’inizio di un film dell’orrore. A fare da custodi alcuni cani randagi, che sull’isola hanno trovato casa, mentre sopra gli alberi è facile scorgere gli avvoltoi che sorvolano il cimitero. Non sorprende, quindi, che tra gli abitanti di Cabuya circolino da tempo storie di fantasmi: alcuni sostengono addirittura di aver sentito delle voci provenire dall’isola durante la notte.
La maggior parte dei defunti è sepolta all’interno di tombe e piccoli mausolei, ma alcune lapidi attirano particolarmente l’attenzione. Tra queste c’è quella di Frank Jaeger, caratterizzata da una scultura insolita a forma di pugno. Sul lato opposto della tomba è inserita anche un’elica di aeroplano.
Ancora più enigmatica è un’altra lapide, che sembra ridursi a una scultura raffigurante due teste rivolte in direzioni opposte. Sull’origine di questi monumenti funebri si sa poco: a sopravvivere sono soprattutto le storie tramandate dagli abitanti del luogo. Nonostante l’atmosfera inquietante, il cimitero appare sorprendentemente curato. Molte tombe mostrano i segni delle visite più recenti: fiori freschi, pietre e composizioni realizzate con conchiglie vengono lasciati accanto alle sepolture, a testimonianza di un luogo ancora vivo nella memoria della comunità.
La storia del cimitero affonda le sue radici nel Settecento, quando le popolazioni indigene di Cabuya iniziarono a utilizzare l’isola come luogo di sepoltura. Solo negli ultimi cento anni, però, il piccolo cimitero ha iniziato ad accogliere anche persone provenienti dall’esterno.
Secondo la leggenda locale, tutto sarebbe iniziato circa un secolo fa, quando alcuni pescatori trovarono in mare, nelle vicinanze dell’isola di Cabuya, il corpo senza vita di uno sconosciuto. Non sapendo chi fosse né da dove provenisse, decisero di seppellirlo proprio sull’isola.
